Riduzione TARI. Alcuni esempi concreti dei risultati dei risparmi ottenuti dall’Ing. Diego Moretti per le aziende clienti.

Riduzione TARI – Caso 1

Un’azienda attiva nel commercio di abbigliamento e calzature ha chiesto il mio intervento di consulenza al fine di verificare se fosse possibile ridurre l’importo della tassa rifiuti TARI delle varie sedi distribuite sul territorio nazionale, dando priorità alle sedi aventi gli importi TARI più elevati.

Dall’analisi fatta ho scoperto che era possibile in alcune situazioni suddividere la parte “magazzino” dalla parte “negozio”, suddividendo quindi le rispettive metrature nelle specifiche destinazioni d’uso – in tal modo la quota parte relativa al magazzino ha un risparmio annuale di circa il 60%.

Inoltre abbiamo provveduto a presentare le richieste per l’avvio a recupero dei rifiuti e per la contestuale produzione di rifiuti speciali non assimilati ed assimilati, dato che l’azienda da sempre si fa servire da parte di impianti privati per il recupero dei suoi rifiuti.

I risultati raggiunti sono stati notevoli, ad esempio: dal 2016 la sede di Settimo Torinese (Torino) ha un abbattimento della superficie del 25% (risparmio annuale di circa 11.000 €); dal 2017 la sede di Pordenone ha un abbattimento della superficie del 50% (risparmio annuale di circa 5.650 €); anche su Roma sono stati ottenuti risultati con riduzione del 25% della quota variabile (5.500 €/anno) ed adeguamento superfici (rimborso di circa 20.000 €) e molte Fatture TARI sono state sistemate e ridotte, riducendo la spesa dell’azienda del 20% con un risparmio globale di circa 150.000 €/anno.

Riduzione TARI – Caso 2

Un’azienda di Perugia aveva ricevuto un avviso di accertamento nel 2018 riferito all’annualità 2013 per tassa rifiuti TARES, ove veniva chiesto il pagamento di una somma a titolo di saldo per tale annualità, mai ricevuta fino a tale data, verificato che l’azienda si era sempre servita di impianti privati per il recupero dei rifiuti e verificato che la metratura a ruolo TARI poteva essere rivista, è stato chiesto con istanza di accertamento con adesione il ricalcolo dell’imposta TARES e delle successive TARI con adeguamento della superficie tra categoria “magazzino” e categoria “negozio”.

L’applicazione della riduzione di superficie per la contestuale produzione e la riduzione della quota variabile della tariffa per l’avvio a recupero dei rifiuti ottenendo di fatto l’annullamento dell’avviso (23.000 € circa), il rimborso di somme versate e non dovute (18.000 € circa) ed una nuova quantificazione per l’anno 2019 con una riduzione di circa 13.000 €/anno.

Riduzione TARI – Caso 3

Un’azienda di Santa Maria di Sala (Venezia) attiva nel commercio d’arredo ha chiesto il mio intervento di consulenza al fine di verificare se fosse possibile ridurre l’importo della tassa rifiuti TARI, che nel corso delle ultime due annualità era quasi raddoppiato.

Analizzata la situazione sulla base del regolamento comunale vigente e verificate le planimetrie degli immobili occupati, ho scoperto che era possibile riorganizzare la corretta messa a ruolo con le specifiche categorie di attività, oltre che chiedere un abbattimento della superficie di calcolo del 30% sull’area magazzino per la contestuale produzione di rifiuti speciali assimilati e non assimilati agli urbani.

È stata quindi presentata istanza al Comune, cui è seguito incontro istruttorio e la presentazione delle planimetrie aggiornate e descritte le tipologie e quantitativi di rifiuti prodotti.

Il Comune ha aggiornato la posizione e adeguato la metratura del magazzino riducendola del 30%. L’azienda per le annualità 2018 e 2019 ha avuto un risparmio di circa 22.000 €.

Riduzione TARI – Caso 4

Una piccola azienda artigianale di Mestre (Venezia) specializzata nella produzione e realizzazione di tende da sole e teloni per la copertura di barche ha chiesto l’intervento di consulenza atta a verificare la corretta imposizione TARI.

Le superfici a ruolo risultavano già correttamente identificate in area uffici, area magazzino ed area laboratorio, e la produzione dei rifiuti di scarto veniva gestita con specifico impianto privato, in quanto sebbene il regolamento comunale di gestione assimilasse i “rifiuti plastici” ai rifiuti urbani, nella pratica gli operatori addetti alla raccolta non ritiravano tali rifiuti in quanto non compatibili con il sistema di raccolta, trasporto e recupero dell’azienda comunale.

A questo punto tutti i presupposti facevano pensare ad una riduzione per contestuale produzione, che abbiamo chiesto ed inizialmente non ottenuto, riuscendo solo ad abbattere la quota variabile. La fase istruttoria è stata continuata spiegando le motivazioni della richiesta all’Ente Gestore dei servizio pubblico, che alla fine dopo ben due anni ha riconosciuto anche retroattivamente la riduzione di superficie per contestuale produzione, limitatamente all’area “laboratorio”, abbattendo la superficie del 70%, con un risparmio ottenuto di circa 7.000 €.